Oggi c'ho in testa te, non so perché, domani chissà... Perciò se ti va senti qua: i ricordi sono in fila e non mi mollano, ad uno ad uno salgono e mi tormentano.
Sono in para, noia dura, dolce tortura, paura, come quella sera indecisa sul baciarti o meno, la prima volta che assaggiavo il tuo sapore e già ne ero strettamente dipendente, shhh, cotto immediatamente.
Ed era tipo "che c'importa di domani?" , stringimi le mani, ma i baci non risolvono i problemi, e ora non ci sei, domani è già arrivato, e brucia dentro sai, anche se ero preparato, e cadono parole come pioggia sulla strada, forse verrà domani il sole che le asciuga.
Non so dove mi porterà questa marea, a largo o a riva non ne ho idea, se con qualcuno o se con te, non so domani neanche se sarò con me.
[...]Ed eri così bello che non ci credevo[..]
E ancora cambio umore se ti penso, è un bel po' che non ti sento, ma non mi frega cosa stai facendo, dentro ho un'immagine di te che non parla, l'ho fatta per guardarla e non voglio rovinarla. E tengo solo il buono, come il tuo profumo, che mi ha sballato più di ogni cosa, e mai nessuna foto renderà giustizia al tuo sorriso quando esplode all'improvviso sul tuo viso, lascia stare, domani avrò un altro posto dove andare, e un'altra rima da inventare, e neanche so dove saranno i miei pensieri, forse sarai solo una luce che illumina il mio ieri.
Ho mal di stomaco, sai?
Te lo dico perchè non succede spesso.
Hai presente quando ti prende quella malinconia improvvisa che pensavi se ne fosse andata, ma in realtà si era solo nascosta?
Quando ti batte il petto per farti capire che è tornata e ti fa male.
Pensi che ti faccia male, ma è solo una tua convinzione.
Oggi è uno di quei giorni.
Uno di quei giorni in cui credi di aver capito davvero tutto.
Ti alzi al mattino, in ritardo per la prima volta in due settimane.
Solita storia, solite persone, soliti gesti.
E ti accorgi, solo al pomeriggio, che è una cosiddetta giornata no, anche se in realtà è andato tutto bene.
E allora credi che possa essere giusta la teoria del "stamattina ho messo il piede sbagliato per primo", fino a quando senti qualcosa che ti fa male, di sconosciuto.
E di colpo capisci che tutta questa situazione è sconosciuta.
Oggi ho capito che più cerchi di evitare qualcosa, qualche minimo particolare, e più questo ti si ritorce addosso come se lo facesse apposta.
Oggi ho capito che parlare sempre di te, non migliora la situazione, ma la peggiora.
Oggi, però,ho capito che non voglio commettere l'errore di tenermi tutto dentro.
Oggi ho capito che sei indelebile, e quando ti macchi la pelle con un pennarello indelebile devi sfregarci contro tante volte per far si che vada via.
E dopo rimane rosso, fa male.
E la cosa più buffa è che il segno ti rimane per un po', se è ben calcato.
E quindi, più cerchi ti togliere quel segno, che al momento di quando è stato fatto non ti ha fatto male, più sentirai ancora male.. ma lui non se ne andrà tanto facilmente.
E io, ti paragono un po' a questo.
Al segno di un pennarello indelebile, perchè in fondo ti ci rispecchi un po'.
Forse mi farà anche sorridere.
Immaginarmi due bambini che giocano a sporcarsi con i pennarelli, quante volte l'ho fatto?
E vederci dentro a quei segni tu.
Le stelle però le vedo.
La stella più luminosa nel cielo, tu, la vedo sempre.
I soprannomi che ti ho dato li vedo in qualsiasi cosa scritta.
Però questo. Questa storia del pennarello, sarà un po' più difficile vederla.
E forse per un po', riuscirò a liberarmi del tuo ricordo.
Senza cancellarlo.
Forse sai capita a volte sai, si scivola e non c'è nessuna via d'uscita.